Coerenza con la progettazione
L'oggetto stampato deriva direttamente dal file progettato, senza conversioni o rilievi intermedi.
La stampante 3D trasforma i modelli digitali ottenuti da scansione e progettazione in oggetti fisici, realizzati direttamente in studio.
Modelli di studio, dispositivi provvisori e guide possono essere prodotti a partire dagli stessi file utilizzati per la pianificazione, senza ricorrere a passaggi esterni.
È l’ultimo anello del flusso digitale: quello che viene progettato sullo schermo prende forma concreta nello stesso percorso di cura.
Produrre internamente riduce i passaggi e mantiene il controllo su tutta la filiera digitale.
L'oggetto stampato deriva direttamente dal file progettato, senza conversioni o rilievi intermedi.
La produzione interna evita alcuni passaggi verso laboratori esterni, dove la situazione clinica lo consente.
Scansione, progettazione e realizzazione fanno parte dello stesso percorso, gestito in studio.
La stampa 3D interviene dopo la fase di scansione e progettazione.
Le arcate vengono rilevate con lo scanner intraorale o, quando serve, con la TAC 3D.
Il modello o il dispositivo viene progettato a partire dai dati acquisiti.
Il file viene inviato alla stampante 3D e realizzato direttamente in studio.
L'oggetto stampato viene controllato e rifinito prima dell'utilizzo clinico.
L'impiego dipende dal tipo di trattamento previsto dal piano di cura.
Riproduzioni fisiche delle arcate, utili per valutare il caso e progettare la soluzione.
Soluzioni temporanee realizzate in attesa del manufatto definitivo.
Modelli e guide che accompagnano la progettazione degli interventi.
La stampa 3D completa un percorso che parte dalla diagnosi e arriva alla soluzione definitiva.